mercoledì 29 novembre 2006

Onde


- visioni -


vorrei scrivere un libro... la storia ce l'ho in mente, tutta, o quasi...

l'ambientazione: oggi, ora, qua, più o meno
i personaggi: io, un amico, il resto del mondo, più o meno

cosa ci manca?

una missione: ce l'ho... salvare il mondo.
un viaggio: ce l'ho... neanche breve.
un titolo: ce l'ho...

"ONDE"

tocca proprio che comincio.


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vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare
by OrangoStango

lunedì 27 novembre 2006

Essere o Esserci?

essere - avere - apparire - esserci
un tempo, era la fine degli anni '70, un saggio mise in contrapposizione l'atteggiamento dell'avere e l'atteggiamento dell'essere. erano altri tempi, ed altre le categorie determinanti e caratterizzanti comportamenti e priorità.

detto che l'interpretazione che "noi del volgo" diamo a questa contrapposizione è decisamente lontana da quanto Fromm - il saggio - probabilmente voleva dirci, mi sembra di percepire che a quasi trent'anni di distanza questo dualismo non sia poi più cosi calzante.

mi sembra invece che in contrapposizione all'atteggiamento dell'essere ci sia oggigiorno l'atteggiamento, il bisogno, di esserci, nel senso di essere presenti ed in qualche modo di mostrarsi...

e forse che i blog, anche questo blog, non sono che una manifestazione dell'atteggiamento dell'esserci?

la nuova dicotomia: Essere o Esserci.

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by OrangoStango

1.o: Facciamo a capirci


istruzioni - distruzioni - decodifiche

diamo un senso ed un po' d'ordine a tutto questo scrivere.

anche per come dire capire bene per andare dove vogliamo andare, da che parte dobbiamo andare...

sto cercando di usare le Etichette che si trovano elencate sulla sinistra della pagina come indicatori di contenuto. vorrei cercare di fare in modo che ogni etichetta abbia almeno una paginetta introduttiva, che racconti un po' perché mi sembra importante parlare di quei contenuti.

e tanto per fare un esempio, l'etichetta che prende il nome dal titolo di questo post raggrupperà tutti i post che descrivono il significato delle etichette.

cominciate da qui, e vi troverete sempre dove pensate di volervi trovare ma non sapevate come arrivarci.

sono completamente d'accordo a metà con me stesso...



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by OrangoStango

domenica 26 novembre 2006

Dopo la Roma... viene la Lazio


calcio - tifo - Roma - Lazio - mamma - papà

e pure oggi si tiferà A.S. Roma...

devo dire, e non è per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, che sono un romanista atipico, quasi un ro.co.co.: dopo Roma tifo Lazio.

ma la cosa si spiega facilmente. papà tifa Lazio, ma mamma tifa Roma... da piccolo io ero maschietto - conterei di esserlo rimasto - e così pendetti per mamma e divenni romanista.

e però papà ci provò, tanto che la prima partita che andai a vedere da bambino fu proprio una partita della Lazio. direi un Lazio-Foggia, se la memoria mi aiuta.

che Olimpico diverso... in curva, di sotto, non c'erano seggiolini, ma una vasta scalinata con scalini bassi bassi ed una specie di "appoggini" dove ci si poteva appoggiare (appunto) per vedere la partita. e mentre c'era la partita si chiacchierava, ci si muoveva, si camminava... tutt'altro clima.

comunque sempre della Roma sono diventato, e questo è quanto.

e pure oggi tiferò la Maggica!



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Chiedi e... ti potrebbe essere dato

domande - risposte
titoletto appena un po' presuntuoso, lo ammetto. ma l'intento è semplice: avete qualcosa da chiedermi? e beh... chiedetelo qua.
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sabato 25 novembre 2006

Astratto e concreto

famiglia - figli - informazioni - contraddizioni

primo pomeriggio estivo, questa estate. con il grande mi avvio verso il parco, annesso al bosco dei cento acri, per una partitella a pallone.

com'è e come non è, si comincia a parlare di cose concrete e di cose astratte. e di cosa sia concreto e cosa sia astratto. certo della mia competenza, dico che concrete sono tutte quelle cose che puoi toccare... per esempio il pallone, eccolo qui, lo tocchiamo. astratte sono tutte quelle cose che non puoi toccare... per esempio una idea, se ti viene una idea non è che la puoi toccare.

iniziamo a fare il gioco del concreto e dell'astratto. ognuno dice una cosa e dice se è concreta o astratta.cominciamo tutto sommato bene: l'automobile è concreta, i guanti da portiere sono concreti, il cielo è... ecco là... mi sono subito intoppato... e il cielo come è, astratto o concreto? bah, ragiono e dico che si il cielo è forse impalpabile ma concreto. però, mi viene fatto notare, è così in alto che di certo non arrivo a toccarlo, e quindi è astratto.

andiamo avanti.

le piante sono astratte. no, veramente sono concrete... non vedi che puoi toccarle? si, forse potrei, ma tu mi dici sempre di non toccarle... accuso il colpo. è vero, ma se volessi ed io ti autorizzassi potresti toccarle. concordo: le piante sono concrete. ma le piante con le spine però no. non posso toccarle perché altrimenti mi pungo. e di certo non vorrei toccarle per non farmi male. e tu non mi daresti mai il permesso di fare qualcosa che possa farmi male. le piante con le spine devono essere astratte. per forza.

stramazzo.

per fortuna arriviamo al parco, sospendiamo il pensiero e passiamo all'azione. mi ripropongo però di verificare al più presto l'esatta definizione di "astratto" e "concreto".

oggi l'ho fatto. dal vocabolario Treccani on line. sintetizzo:
astratto: che non ha contatto diretto con la realtà o con il mondo sensibile; in grammatica, detto di sostantivo che indica non un oggetto o un essere ma una nozione (paura, tristezza, coraggio, ecc.).
concreto: in contrapposizione ad astratto, detto di ciò che è empiricamente individuabile o individuato; in grammatica, i sostantivi che indicano esseri, oggetti reali o considerati come tali (giardino, cavallo, folla, ecc.) e non qualità o maniera di essere.
sul fronte piante e piante con le spine, beh, penso di esserci. cielo, per adesso devo dire, non lo so... morale: pesa bene le parole prima che escano dalla bocca, perché tutto ciò che dici potrebbe essere usato contro di te... immediatamente.

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venerdì 24 novembre 2006

Work in progress

mentre mi trovo a scrivere questa pagina, introduttiva e chiarificatrice (sono ottimista) per me soprattutto, mi assegno l'obiettivo di spiegarmi quale sia lo scopo di questa e di quelle che seguiranno.

il mio diavoletto - perché tutti abbiamo un diavoletto, ma questa è un'altra storia - mi dice: "esibizionismo"... e chi sono io per contraddirlo?

certo è che la vetrina è incerta, perché questo potrebbe rimanere un diario privato, in fondo, e di certo non andrò a dire in giro "leggete queste pagine". e però d'alro canto è sicuramente un privato quanto mai potenzialmente pubblico. e questa potenzialità se da un lato intriga dall'altro spaventa, perché come in tutte le manifestazioni pubbliche - anche potenzialmente tali - si potrebbe essere portati a raccontare ciò che chi ascolta ha piacere di ascoltare piuttosto che ciò che chi racconta ha piacere di raccontare. riuscirò a resistere a questa tentazione? dovrò far finta di credere che tutto rimarrà privatamente privato.

cerco ora però di razionalizzare, di dare a tutto questo un nobile senso, e tra tanti scelgo quello della memoria.

devo dire che alla fine di questa estate, in cui effettivamente giorno dopo giorno c'è stato per noi molto da ricordare, mi sono accorto che già da un giorno all'altro i ricordi si trasformano in metaricordi, e le sensazioni ed i pensieri si trasformano in ricostruzioni di sensazioni e pensieri.
e allora occorre fissare queste sensazioni e questi pensieri. subito. ed in particolare.
perché non è che me ne importi granché di ricordare tutto, ma certo voglio ricordare tutto di come tutto è cambiato da quando i due sono arrivati.vedremo. scriveremo. ragioneremo.

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Due bastano



famiglia - figli - dubbi - certezze

sicuramente si... due bastano.

pensavo che uno o due sarebbe stato quasi lo stesso. in fondo, quando hai "sbloccato" la situazione il più è fatto, credevo, credevamo. neanche per idea! devo dire che il salto da uno a due è spiazzante ancor più dell'arrivo del primo. uno pensa: "vabbè, che sarà, in fondo avendone già uno tutto sarà più facile... per certe cose ci siamo già passati... abbiamo esperienza... e poi abbiamo anche fatto passare un po' di tempo così da assimilare bene la situazione..." mai riflessioni furono più sbagliate!

naturalmente sto parlando di figli. e naturalmente, lo dico ora, dovevamo immaginare che l'arrivo della seconda, la piccoletta, avrebbe cambiato la nostra vita non solo più di quanto l'avesse fatto l'arrivo del primo, del grande, non solo più del doppio di tale precedente evento, ma certo più del doppio del doppio... nel bene e nel male, se mai male ci possa essere, naturalmente...

e siamo solo all'inizio!



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giovedì 23 novembre 2006

Cento anni di Case dei Bambini


Montessori - Casa dei Bambini- Centenario - Scuola


sono passati quasi cento anni dall'apertura della prima Casa dei Bambini di Maria Montessori a San Lorenzo, quartiere popolare di Roma, e precisamente saranno cento anni a Gennaio del 2007.

Maria Montessori nacque nel 1870 a Chiaravalle di Ancona, fu una delle prime donne laureate in medicina in Italia, e fu presto famosa per le sue lotte femministe e per il suo impegno sociale e scientifico a favore dei bambini handicappati.

Ammirata in tutto il mondo e dai massimi esponenti del nostro secolo, Maria Montessori muore a Noordwijk (Olanda) a 82 anni.

il "metodo Montessori" e la sua creatrice sono famosi in Italia - vi ricorderete le mille lire - e conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Si calcola che solo negli Stati Uniti il metodo Montessori sia utilizzato in oltre 5 mila scuole, fra cui 300 scuole pubbliche e alcune high school. recente è poi la pubblicazione di uno studio, proprio statunitense, che ha verificato che

" (...) L’educazione montessoriana ha una struttura fondamentalmente diversa da quella di tipo tradizionale. Almeno quando viene applicato in modo rigoroso, il metodo Montessori promuove competenze sociali e accademiche pari o superiori a quelle promosse da una varietà di altri metodi scolastici."

C’è un presupposto indispensabile per realizzare una scuola autenticamente montessoriana, ed è quello della massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e conoscere. Se è posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato e preparato, ogni bambino, seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo e i suoi istinti-guida, accende naturalmente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle.

Ha scritto Maria Montessori che l’obiettivo a cui puntare “è lo studio delle condizioni necessarie per lo sviluppo delle attività spontanee dell’individuo, è l’arte di suscitare gioia ed entusiasmo per il lavoro.Il fatto dell’interesse che spinge ad una spontanea attività è la vera chiave psicologica” dell’educazione. “Lo sforzo del lavoro, dello studio, dell’apprendere è frutto dell’interesse e niente si assimila senza sforzo (...).Ma sforzo è ciò che si realizza attivamente usando le proprie energie e ciò a sua volta si realizza quando esiste interesse (...). Colui il quale nell’educare cerca di suscitare un interesse che porti a svolgere un’azione e a seguirla con tutta l’energia, con entusiasmo costruttivo, ha svegliato l’uomo” (M. Montessori, Introduzione a Psicogeometria).

proprio in occasione del centenario, l'Opera Nazionale Montessori sta programmando eventi e manifestazioni speciali. vi indico un paio di url per approfondimenti sia sul metodo che sulla celebrazione:

http://www.montessori.it/

http://www.montessoricentenary.org/


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Welcome on board...


che vi devo dire? "se non lo sai tu?" mi potreste rispondere...

in effetti non lo so ancora. non so per esempio se debba essere un blog-pro o un blog-contro... o tutti e due ;-)

bah, prima o poi qualcosa mi invento. e poi ho appena cominciato...

certo ad occhio e croce dovrei metterci dentro qualche "pensiero", ma questa è proprio una parola grossa: presuppone che mi tocchi cominciare a pensare... vedremo.

P.S.
certo è che ci metterò quello che penso, ma al momento non so se ci metterò come sono...


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